
Battiato è tornato al formato canzone con Fisiognomica che, nonostante ciò, apre a un’impostazione classica e accademica non del tutto avulsa da un certo afflato spirituale e filosofico: un ripiegamento interiore che si rifletterà anche nella vita privata dell’artista, che deciderà di lasciare Milano e tornare a vivere nella sua Sicilia, a Milo. Il quindicesimo album in studio del cantautore è ispirato all’omonima opera di Aristotele e contiene alcune ballate come E ti vengo a cercare e Secondo imbrunire, che fondono la canzone d’amore tradizionale a tematiche prettamente esistenziali. Il mito dell’amore invece parte da sequenze per tastiera per paesaggi sonori per tastiera, il tutto accompagnato da cori lirici che approdano a un finale per chitarra elettrica e organo da chiesa. Uno dei brani più apprezzati è però L’oceano di Silenzio, che unisce tastiere e orchestra in un andamento calmo e ipnotico, che anticipa le sacrali sonorità del successivo album Come un cammello in una grondaia. Altri brani contenuti in Fisiognomica sono Nomadi, scritta da Juri Camisasca, e Veni l’autunnu, un omaggio alla terra d’origine, cantata con fonemi in lingua araba e siciliana. Nonostante la scarsa accessibilità delle musiche, il disco vende oltre 300 000 copie, divenendo uno dei maggiori successi dell’anno a cui fa seguito un tour svoltosi anche al di fuori dei confini nazionali. Grazie a questo nuovo LP, nel 1989 Battiato viene chiamato da papa Giovanni Paolo II ad esibirsi in Vaticano, divenendo il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto nella Città del Vaticano. Il successivo Giubbe rosse, uscito nel 1989, è il primo album dal vivo del musicista e raccoglie registrazioni effettuate nella sezione invernale del Fisiognomica Tour nei rispettivi teatri d’Italia, Francia e Spagna. Il disco attraversa gran parte della carriera del cantautore, dalla sperimentazione anni settanta alla più recente fase degli ottanta. L’opera contiene l’inedito Giubbe Rosse, Alexander Platz (già cantata da Milva), Mesopotamia, versione modificata del brano Che cosa resterà di me (scritto per l’album Dalla/Morandi) e Lettera al governatore della Libia, anch’essa modificata e già scritta nel 1980 per Giuni Russo. La cantante siciliana comparirà come seconda voce anche in questa nuova versione. La collaborazione tra Giuni Russo e Battiato risale ai primi degli anni ottanta, lo stesso musicista scrive per la giovane artista l’intero album Energie, uscito nel 1981. In un periodo coevo all’uscita di Giubbe rosse, il cantautore compone in parallelo musiche per il cinema, scrivendo l’inedita partitura del film Una vita scellerata (uscito nel 1990), incentrato sulla figura dell’artista fiorentino Benvenuto Cellini.
E Ti Vengo A Cercare (Live 1988 / Remastered 2020)
