
«Tra i governanti / quanti perfetti e inutili buffoni, / questo paese devastato dal dolore / ma non vi danno un po’ di dispiacere quei corpi in terra senza più calore…»
(Franco Battiato, Povera Patria)
Il decennio si apre con la pubblicazione di Come un cammello in una grondaia, che in breve tempo vende oltre 25 000 copie. Il titolo allude a una citazione di al-Biruni, scienziato persiano vissuto nel XII secolo, che era solito pronunciare tale frase per indicare l’inadeguatezza della propria lingua nel descrivere argomenti di carattere scientifico. Registrato presso gli Abbey Road Studios l’album segna un ulteriore avvicinamento verso certe sonorità religiose e spirituali. L’idea di eliminare in fase di registrazione le componenti della sezione ritmica conduce il disco a risultati ancor più lontani dal formato canzone rispetto al precedente Fisiognomica. Così facendo, l’artista avvicina la musica leggera al formato della sinfonia classica. Ne risulta un album di difficile fruizione, in cui il canto è accompagnato dal pianoforte e da rari e impercettibili accordi di tastiera che confluiscono in un tappeto sonoro a cui ha contribuito l’orchestra nazionale di Londra. Nell’album sono presenti quattro lied classici di Richard Wagner, Vicente Martín y Soler, Johannes Brahms e Ludwig van Beethoven, uniti ad altrettanti inediti del cantautore. Il brano più famoso del disco è l’invettiva politica di Povera Patria, che si aggiudica nel 1992 la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno. Ad esse seguono l’austera Le sacre sinfonie del tempo e l’invocazione de L’ombra della luce. Dopo la sua partecipazione al Concerto di Baghdad, tenuto con l’orchestra nazionale irachena nel 1992 (trasmesso in mondovisione e pubblicato in DVD), l’autore torna in Italia presentando un nuovo LP di inediti recante il titolo Caffè de la Paix. Il disco riprende la pop del Battiato anni ottanta, filtrandole con tematiche di natura teologica, già affrontate nei lavori precedenti. L’album reintegra batteria, basso, chitarre, tastiere e computer, che accompagnano arrangiamenti classici e strumenti tradizionali arabi, adattando lo stile del cantautore alla world music. Alle ormai solite espansioni tastieristico-orchestrali con testi onirici (Sui giardini della preesistenza, Ricerca sul terzo, Haiku) si intervallano una serie di ballate al contempo moderne e classiche. Oltre al richiamo arabo di Fogh in Nakhal, vi sono la vivace title track, e la religiosa Lode all’inviolato, con andamento incalzante, sovente dettato da sonorità rock. Altre canzoni da segnalare sono il dittico storico-mitologico: Atlantide e Delenda Carthago. Quest’ultima, oltre a richiamare il popolare monito di Marco Porcio Catone, contiene un passo tratto dal Libro III delle Elegie, scritte dal poeta latino Sesto Properzio. Si rileva, in aggiunta, un riferimento al mondo magrebino, dove donne con le “dita colorate di henna”, realizzano sulla pelle particolari incisioni (simili agli odierni tatuaggi), all’epoca patrimonio esclusivo del corpo femminile. L’opera si classifica Miglior Disco dell’Anno nel referendum di Musica e dischi e risulta il trentaseiesimo album più venduto in Italia del 1993. Il Caffè de la Paix, citato nell’omonima canzone, è un locale parigino, progettato da Charles Garnier (lo stesso architetto dell’Opéra national de Paris), inaugurato nel lontano 1862; luogo dove Georges Ivanovič Gurdjieff intratteneva lezioni ai vari adepti del suo pensiero. Dell’anno successivo sono il live Unprotected e la nuova Messa arcaica, composizione religiosa per soli coro e orchestra, portata in giro in varie chiese d’Italia riscuotendo un buon successo. Sempre sulle orme della musica classica, è uscita l’opera in due atti Gilgamesh, basata sulla mitologia sumera. La prima rappresentazione ufficiale si tiene al Teatro dell’Opera di Roma, la sera del 5 giugno 1992.

È di questo periodo l’inizio della collaborazione artistica col Maestro Angelo Privitera, musicista originario di Acireale, alunno come Battiato del Liceo Scientifico Archimede di Acireale, luogo dove i due si conobbero durante un evento per i festeggiamenti per i 60 anni del Liceo stesso. Dall’incontro infatti ne nacque successivamente una collaborazione che sfociò in una vera e propria amicizia che vide, per circa un trentennio, Angelo Privitera diventare l’amico più fidato ed il collaboratore più stretto di Franco Battiato[74]. Il Privitera è anche stato il gestore del sito ufficiale del cantautore di Jonia fino all’inizio del periodo di malattia che ha impedito al cantautore siciliano di protrarre l’attività artistica attiva. Infatti Battiato è stato tra i primi artisti in Italia ad averne uno negli anni Novanta[senza fonte], sito inizialmente creato da un collaboratore di quel periodo di Battiato e successivamente donato all’artista per essere “ufficializzato” e gestito alla bisogna. Nasce tra l’altro proprio in quel primitivo sito creato nell’estate 1995, cronologicamente proprio dopo “Caffè de la paix”, l’appellativo “L’Uomo dell’Isola dei Giardini”, appellativo dato al musicista ed erroneamente attribuita ad altri, anche usato come titolo per degli scritti biografici, ma originariamente, ed originalmente, creato appositamente dall’ideatore del primo sito per essere utilizzato per la prefazione della sezione dedicata alle opere pittoriche di Süphan Barzani (alter-ego di Battiato per quel genere di lavori). Angelo Privitera è stato fedele compagno di viaggi e concerti ed eventi vari supportando Battiato in tutto anche dopo l’inizio della collaborazione di Battiato con il Maestro Carlo Guaitoli con il quale il Privitera ha condiviso ovviamente diverse esperienze concertistiche.
Povera patria – Franco Battiato Live 1997
