
Francesco Battiato nasce il 23 marzo 1945 nell’allora comune di Ionia, sei mesi prima che questo venisse diviso in Giarre e Riposto, nel quartiere ripostese Carmine-Scariceddu. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale, e a seguito della morte del padre Salvatore, camionista e scaricatore e commerciante di vino, nel porto a New York, mentre la madre Grazia Patti faceva la sarta, nel 1964 si trasferisce dapprima a Roma per poi stabilirsi a Milano. In merito al periodo lombardo l’artista ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il “Club 64”, dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: “Vienimi a trovare”. Il giorno dopo andai. Diventammo amici». Il locale in realtà si chiama Cab64, lì Battiato conosce Gino Negri che gli propone di lavorare in teatro cantando brani scritti da lui in spettacoli quali La Tancia di Michelangelo Buonarroti il Giovane e Molto rumore per nulla di William Shakespeare, ma poiché a Battiato alcune di queste musiche non piacevano, consapevole che Negri dopo la prima non sarebbe più venuto a teatro, le cambia tutte. Dopo aver interrotto gli studi universitari per seguire la sua passione musicale, pubblica due singoli per la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET) verso la metà degli anni sessanta[12], che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri interpretate da cantanti poco conosciuti. In queste due occasioni l’artista appare in copertina con il nome di battesimo Francesco Battiato. Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L’amore è partito. Il secondo riprende una canzone portata al successo da Alain Barrière: E più ti amo, tradotta in italiano da Gino Paoli. Il brano verrà riproposto, in una nuova versione, nell’album Fleurs 2 del 2008. Insieme al compaesano Gregorio Alicata, forma nel 1967 il duo “Gli Ambulanti” (che successivamente diventerà la band di accompagnamento di Ombretta Colli). I due artisti si esibiscono davanti alle scuole, con un proprio repertorio di canzoni di protesta. In questa fase, sarà proprio l’amico Giorgio Gaber a lanciarli, proponendo i loro brani alla casa discografica di Nanni Ricordi

Durante le fasi di lavorazione affiorano diverse incomprensioni che portano il duo a sciogliersi e Battiato decide di proseguire singolarmente la carriera di musicista. Sempre Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly, che inserisce la figura dell’artista nel filone di “protesta”, all’epoca assai in voga e presente in molte produzioni cantautorali. Il primo singolo inciso ufficialmente è La torre/Le reazioni. A questo seguirà nello stesso anno Il mondo va così/Triste come me. Il brano La torre accompagna la prima apparizione televisiva dell’artista, avvenuta il 1º maggio 1967 nel programma intitolato Diamoci del tu, condotto da Giorgio Gaber in coppia con Caterina Caselli. Nel corso della puntata si esibisce un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini. In tale occasione Gaber propone a Battiato di utilizzare il nome Franco anziché il proprio nome di battesimo, proprio per non confondersi con Guccini. «Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco – ricorderà il musicista – persino mia madre». Sempre con Gaber, Battiato collabora alla stesura dei brani E allora dai, presentato al Festival di Sanremo 1967, e Gulp Gulp, sigla della già citata trasmissione televisiva Diamoci del tu. Nel 1968 cambia casa discografica, passando alla Philips, con l’intento di abbandonare il genere di protesta per incidere dischi dal sapore romantico, allo scopo di raggiungere un pubblico più vasto e generalista. In questo periodo collabora con il chitarrista Giorgio Logiri (alcune canzoni scritte dai due vengono incise da altri artisti, come ad esempio Lume di candela, cantata da Daniela Ghibli). Registra altri due brani, Vento caldo e Marciapiede, che la casa discografica pubblicherà soltanto nel 1971 come singolo, e ottiene un discreto consenso con È l’amore, canzone che diverrà in breve il primo successo commerciale dell’artista con oltre centomila copie vendute, e con cui partecipa a Settevoci. Nel 1969 il musicista partecipa a un Disco per l’estate con il brano Bella ragazza che verrà, in seguito, escluso dalla competizione. Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera presentando il brano Sembrava una serata come tante. È sempre nel 1969 che Battiato registra, su iniziativa di Maso Biggero, per conto della Philips, un intero album che però la casa discografica deciderà di non pubblicare. Le sessioni in sala d’incisione iniziano alla fine di gennaio e terminano alla fine di aprile. I principali collaboratori di Battiato in questa operazione sono ancora Giorgio Logiri insieme ad Alberto Mompellio. Viene registrata una quindicina di brani, ma ne saranno selezionati solo dodici per la versione definitiva dell’album. Questi erano i brani inclusi nella selezione:
| Lato A Gente La stazione La quercia Scarpe sporche Occhi d’or | Lato B Temporale La primavera È l’amore Lume di candela Lungo la baia Bella ragazza Iloponitnatsoc |
Diversi di questi brani sono rimasti del tutto inediti, mentre alcuni sono comparsi nel 1982 in un’antologia della Armando Curcio Editore intitolata semplicemente Franco Battiato.
