«E guarirai da tutte le malattie / perché sei un essere speciale / ed io avrò cura di te»
(Franco Battiato, La cura.)

A partire dal 1994 inizia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, conosciuto l’anno precedente in Sicilia, durante una presentazione, assieme all’editore Scheiwiller, di una raccolta di poesie del poeta Angelo Scandurra. I primi frutti di questa collaborazione sono l’opera teatrale Il cavaliere dell’intelletto e l’album L’ombrello e la macchina da cucire, edito dalla casa discografica EMI. Quest’ultimo, fra le opere meno conosciute dell’artista, contiene brani dai connotati estremamente intellettuali e lontani da ogni intento di carattere commerciale. Il titolo del disco riprende una frase contenuta nel poema epico in prosa Canti di Maldoror, del poeta francese Lautréamont. Nell’autunno del 1996, per la nuova casa discografica Mercury, pubblica L’imboscata, il cui successo commerciale restituisce a Battiato la popolarità raggiunta negli anni passati. Il disco si piazza al secondo posto nella classifica FIMI Album divenendo, per il mercato italiano, il nono album più venduto dell’anno. La caratteristica copertina riporta un dipinto di Antoine-Jean Gros, raffigurante Napoleone Bonaparte mentre arringa l’esercito prima della battaglia delle piramidi. L’Imboscata rinnova il percorso sperimentale del cantautore, con un massiccio impiego di sintetizzatori e sonorità elettroniche. Si crea così una linea compositiva incentrata sull’utilizzo preminente della chitarra elettrica, atta a conciliare musica da camera, accelerazioni ritmiche e improvvise asperità rock. Sul versante dei testi, i testi aulici e raffinati di Sgalambro non disdegnano soluzioni vicine al plurilinguismo (alcune tracce recano passaggi in inglese, francese, portoghese e tedesco).Pubblicato anche in Spagna, l’album contiene La cura, una delle sue tracce più note e apprezzate. Il brano viene certificato, lo stesso anno, disco di platino con oltre 30 000 copie vendute. Il primo singolo di lancio, Di passaggio, presenta un intervento di Sgalambro che legge in greco antico un frammento di Eraclito e il testo è permeato dalle riflessioni dello stesso. La traccia si chiude con un altro frammento (nel caso un epigramma di Callimaco), cantato a due voci da Battiato e Antonella Ruggiero. A seguire troviamo la più “rockeggiante” Strani giorni, Amata solitudine e la ballata dal sapore iberico Segunda Feira. Il testo lusitano parla di un Mediterraneo dell’età classica, dove il mare diviene il ricordo di luoghi esotici come il porto di Singapore, il corallo delle Maldive e l’isola di Macao. Unica traccia non presente nell’album e pubblicata come singolo è Decline And Fall Of The Roman Empire, in larga parte tratta dai testi letterari di Sgalambro dove vengono richiamate opere diametralmente opposte come L’anatomia dell’urina di James Hart e il Vangelo secondo S.Matteo. Sull’onda del rinnovato successo partecipa al Festivalbar e, ancor prima, al Concerto del Primo Maggio, dove riceve inaspettati fischi per un guasto agli amplificatori presenti sul palco.
Franco Battiato – Decline and Fall of the Roman Empire
